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martedì 6 aprile 2010

TERRA MADRE

Terra Madre riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare per difendere insieme agricoltura, pesca e allevamento sostenibili e per preservare il gusto e la biodiversità del cibo.



http://www.terramadre.info/

martedì 12 gennaio 2010

Il giorno del pagliaccio


Un po’ di trucco può trasformare un normale giorno di scuola in un giorno di festa?

5 gennaio 2010 - Chiara Grasso (Casco bianco in Brasile, Minas Gerais)
Fonte: Caschi Bianchi Apg23 - 05 gennaio 2010


In Brasile esiste un giorno particolare che si chiama Dia do Palhaço. È un giorno dedicato ai bambini che, però, all’occorrenza, diventa anche giorno del Circo oltre che del pagliaccio. Ed oltre a poter cambiare il nome questo giorno può cambiare proprio giorno dell’anno. Dunque a Coronel Fabriciano i bambini del bairro(1) Corrego Alto, dove ho vissuto, festeggiano il 13 Marzo, ma si intuisce subito, facendo una breve ricerca in internet, che in Brasile esistono diverse date che fanno onore al più classico degli amici dei bambini, il Clown. Inizialmente pensavo di voler scrivere un racconto leggero ma dettagliato su come si sarebbe svolto questo giorno tanto atteso. E soprattutto ho cominciato a chiedermi da chi era così tanto atteso, se più da me o dalle piccole pesti della scuola materna di Marli, dove ho fatto una breve ma intensa esperienza durante la mia permanenza lì. In effetti ero molto curiosa. Ho aspettato questo giorno con la curiosità di chi, non ha mai celebrato il giorno del pagliaccio. La befana, babbo Natale, i sette nani…ma il pagliaccio no. Mai. Così mi son detta che avrei descritto per filo e per segno questa giornata. In realtà le cose sono andate un po’ diversamente, più precisamente mi aspettavo qualcosa e ne ho osservato un’ altra.

Forse la premessa non è delle migliori. Fabriciano è una piccola città del Minas Gerais, definita città dormitorio. Durante la mia permanenza lì ho potuto constatare questa triste caratteristica. I ritmi sono lenti, silenziosamente le giornate scorrono, si legge nei volti delle persone che, forse, hanno trascorso molte ore senza fare nulla. Li vedi sempre nello stesso angolo di strada, o meglio le vedi, perché nella maggior parte dei casi sono donne. Gli uomini se non sono a lavorare, bivaccano tristemente nei bar, spesso già ubriachi alle otto del mattino. E questi uomini e queste donne sono i genitori dei bimbi che frequentano l’ Escolinha di Marli. Il giorno del pagliaccio è arrivato ed è andato. Ed ho avuto come la sensazione che non ci fosse mai stato. Non tanto perché si è trattato solo di truccare i bambini e costruirgli cappellini di carta alla fine delle attività (mi aspettavo almeno di vederlo il pagliaccio), ma perché anche questo momento di piacere vissuto con loro e con le insegnanti, ha lasciato in me qualcosa di incerto.


C’è il ricordo dei bambini che passivamente si lasciano truccare senza alcun entusiasmo, aspettano il loro turno sulle loro sedioline scherzando e giocando come qualsiasi altro giorno di scuola. Ti guardano perplessi e solo pochi hanno lo sguardo brillante di chi festeggia un pagliaccio. Frettolosamente ricevono il cappellino, il sacchetto di pipoca (2) e poi vanno via verso casa. Truccare un bambino da clown che ha uno sguardo triste mi ha lasciato un po’ l’ amaro in bocca. Sarà stato il trucco troppo allegro a stonare con lo sguardo triste? Saranno state le mie emozioni un po’ distorte a far si che la mia attenzione si concentrasse troppo sui loro occhi?


Non so…però tornando a casa all’uscita della scuola, ho osservato con occhio più attento questi genitori, non per giudicarne il ruolo o puntare il dito contro, ma per dare spago alle mie riflessioni. Così non mi sono più sorpresa di quello che avevo vissuto in quelle poche ore, pensando che comunque non ci si può stupire di bimbi tristi pur nei panni di clown, perché molto probabilmente la loro tristezza è il risultato di quell’insieme di fattori negativi di cui sono protagonisti interi nuclei familiari. Destrutturati e in balia di problemi legati alla povertà. Dunque l’ho visto con i miei occhi. Non basta dipingersi il viso di vivaci colori per dimenticare!




Note:
1. Quartiere

2. Pop corn

sabato 9 maggio 2009

LA CONVENZIONE DI GINEVRA


Complessivamente, sono 146 gli Stati che hanno aderito ad uno o ambedue gli strumenti normativi dell’ONU. Ma con il mutare delle tendenze globali della migrazione e con l’aumento drammatico dei flussi di popolazione verificatisi negli ultimi anni sono emersi alcuni dubbi sull’attualità ed efficacia della Convenzione del 1951, in particolar modo in Europa, per ironia della sorte il luogo di nascita della stessa Convenzione.



domenica 3 maggio 2009

giovedì 30 aprile 2009

AMNESTY INTERNATIONAL - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamavala Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Per la prima volta nella storia dell’umanità, era stato prodotto un documento che riguardava tutte le persone del mondo, senza distinzioni.
Per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo.
Eppure la Dichiarazione è ancora disattesa, perché ancora troppo sconosciuta.
Tra gli scopi di Amnesty International, c’è quello di renderne noti la storia e i contenuti, con tutti i mezzi possibili.

mercoledì 29 aprile 2009

NELSON MANDELA - La Meditazione


La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.

E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.

Ci domandiamo:
" Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.

Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.

Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela



mercoledì 15 aprile 2009

Come ottenere IL SUCCESSO IN ARTE - THE PAINTED WORD

La gente non legge il giornale del mattino, disse una volta Marshall McLuhan, ma vi si immerge come in un tiepido bagno. Hai ragione, Marshall. Immaginate di essere a New York una domenica mattina, il 28 aprile 1975, come me mentre andavo in quello stabilimento fisioterapico regionale, in quelle White Sulphur Springs, in quella Marienbad, in quel Gange, in quel Giordano di milioni di anime che è l’edizione domenicale del “New York Times”. Non appena mi ci fui immerso, galleggiando privo di peso sui tiepidi abissi della rubrica “Arts & Leisure”, sezione 2, pag.19, in uno stato di perfetta sospensione dei sensi, mi accadde di colpo una cosa straordinaria:
Notai qualcosa!
Scorreva su di me un’altra corrente, una specie di torbida broda di mollusco, tiepida e prevedibile come la Corrente del Golfo…una recensione, ecco che cos’era, una recensione scritta dal direttore della sezione arte del “New York Times”, Hilton Kramer, e precisamente la recensione di una mostra di “Sette realisti”, sette pittori, alla Yale University…quand’ecco fui messo all’erta dalle frasi che trascrivo qui di seguito:
“Al realismo non mancano sostenitori. Gli manca piuttosto, e in maniera vistosa, una teoria convincente. Data la natura del nostro commercio intellettuale con le opere d’arte, non possedere una teoria convincente significa essere privi di qualcosa di fondamentale, dei mezzi stessi mediante i quali la nostra esperienza delle singole opere si collega alla comprensione dei valori da esse rappresentati”.
…
Rilessi il passo. Non diceva “qualcosa di utile” o “che arricchisce” oppure “di grande valore”. No, la parola era fondamentale.
In breve, diciamocelo chiaro, oggi, senza una teoria di supporto, non posso vedere un dipinto.
…
Durante tutti questi anni, assieme a innumerevoli anime gemelle, avevo percorso le gallerie della Upper Madison e Lower Soho e la Art Gildo Midway della Cinquantasettesima strada, i musei, Modern, Whitney, Guggenheim, Bastard Bauhaus, New Brutalist, Fountainhead Baroque, le più modeste chiese con la facciata a vetrine e i più maestosi templi della Rapina Baronale del Modernismo.
…Per tutti questi anni , ero stato in piedi davanti a mille, duemila… Pollock, De Kooning, Newman, Noland, Rothko, Rauschenberg, Judd, Johns, Olitski, Louis, Still, Franz Kline, Frankenthaler, Kelly e Frank Stella, ora limitandomi a uno sguardo, ora strabuzzando gli occhi per vedere meglio…aspettando che qualcosa si irradiasse dai dipinti appesi a quelle pareti invariabilmente candide…avevo supposto che in arte, se non altro, vedere fosse credere. Quanto ero stato miope!
…L’Arte Moderna è diventata completamente letteraria: i dipinti e le altre opere esistono soltanto per illustrare il testo.
…
Tratto da:
“Come ottenere il successo in arte” di Tom Wolfe – U. Allemandi & C. Ed.
The Painted Word

martedì 7 aprile 2009

LA PERCEZIONE VISIVA



Perchè il cerchio piccolo e nero mi sembra più "pesante" del cerchio grande e bianco?

Così pesante da deformare il "piano d'appoggio".

Perchè chiamo "piano d'appoggio" una linea?

Perchè il cerchio nero mi sembra immobile e inammovibile e quello bianco mi sembra che si diriga verso l'angolo in alto a destra?



sabato 4 aprile 2009

GROTTA DI S. GIOVANNI A DOMUSNOVAS E IL MITO DELLA CAVERNA DI PLATONE



La Grotta di San Giovanni è raggiungibile da Cagliari percorrendo la S.S. 130 per Iglesias, e prendendo, dopo circa 40Km, il bivio per Domusnovas. Dal paese di Domusnovas, si prende una strada che corre parallelamente all'omonimo "Rio San Giovanni" e che, dopo circa 3Km, lasciando il centro urbano, porta all'ampio ingresso Sud della grotta. La bocca Nord della Grotta è invece raggiungibile, oltre che con l'attraversamento pedonale della cavità (accessibile anche ai disabili), percorrendo la nuova strada provinciale di circonvallazione, che si snoda in corrispondenza del bivio Domusnovas/Musei al Km 43 della S.S. 130 Iglesiente.

http://www.isolazzurra.com/Sulcis%20Mappe.html